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Riapre il “museo degli orrori” di Lombroso: I Neoborbonici chiedono al Ministro Alfano il ritorno dei resti dei “briganti” meridionali

Pubblicato il 27 novembre 2009 da admin

neoborboniciIn occasione della riapertura del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino (prevista per oggi 27 novembre), il Movimento Neoborbonico ha chiesto al Ministro della Giustizia Alfano e al Direttore del Museo torinese il ritorno dei resti dei cosiddetti “briganti” destinati ad essere ancora esposti nelle vetrine del museo.
Cesare Lombroso, infatti, con studi utilizzati dagli stessi nazisti e ormai smentiti nettamente dalla scienza ufficiale, teorizzò l’inferiorità della “razza meridionale” che sarebbe stata geneticamente portata alla delinquenza, sulla base di misurazioni di centinaia di resti e di crani prelevati al seguito delle truppe piemontesi che invasero il Regno delle Due Sicilie e massacrarono migliaia di meridionali che si erano ribellati a quell’invasione cancellandoli dalla storia come “briganti”.

I danni procurati da quelle teorie, del resto, sono ancora enormi se si pensa solo alla quantità di luoghi comuni e di episodi di razzismo che i meridionali subiscono sistematicamente.

Molti di quei resti, ed in particolare quelli del calabrese Giuseppe Villella, sono ancora al centro di quel museo e non hanno mai avuto un’adeguata e cristiana sepoltura e quel rispetto che dopo tanto tempo meriterebbero.

Anche in vista delle celebrazioni dei 150 anni dell’Italia unita, il Movimento Neoborbonico ha richiesto al Ministro della Giustizia on. Alfano, competente per il Museo Lombroso, la restituzione dei resti come gesto di vera riconciliazione nazionale: i Neoborbonici, con una sottoscrizione già avviata, si faranno carico di organizzare una celebrazione religiosa e una sepoltura in uno dei luoghi-simbolo del cosiddetto “brigantaggio” meridionale.

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