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Caserta. Seproter: Bocciatura dal Tribunale per il licenziamento di un lavoratore

Pubblicato il 23 giugno 2009 da admin

Ancora problemi per la Seproter SPA, società che si è trovata, negli ultimi anni, al centro di una vicenda che l’ha vista contrapposta alla Provincia di Caserta, e ai suoi dipendenti, per diversi licenziamenti. La Seproter SPA, società mista pubblico – privato concessionaria della Provincia di Caserta del servizio per il controllo della sicurezza delle caldaie domestiche, licenziò Pasquale Cirillo sostenendo, come per altri suoi dipendenti, che lo stesso non possedeva i requisiti per svolgere l’attività di verificatore. L’intervento della FPS-CISL di Caserta risultò vano e, dinanzi alle resistenze dell’azienda, il sindacato decise di affidare la difesa del lavoratore all’avvocato Domenico Carozza che impugnò il recesso sostenendo, fra l’altro, che Cirillo non aveva mai ricevuto alcuna lettera di licenziamento per cui andava reintegrato sul posto di lavoro. La Società Seproter, dal canto suo, ha invece sempre sostenuto che Cirillo avrebbe ricevuto tale lettera “per compiuta giacenza” ma il giudice del lavoro presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Gaudiano, con una sentenza di pochi giorni, e risolvendo un quesito molto complesso e difficile, ha ritenuto che la dicitura “al mittente per compiuta giacenza” e la scritta a penna “mod.26” apposti sulla busta, non costituiscono elementi sufficienti a dimostrare il corretto svolgimento del procedimento di comunicazione che ha lo scopo di far conoscere al lavoratore che è stato licenziato e che, pertanto, gli consente di potersi difendere. “Si tratta – ha dichiarato l’avv. Carozza – di sentenza lucida e di grande interesse per il mondo del lavoro perché dà certezza ai rapporti anche nel momento patologico del primo atto di ingresso alla disoccupazione. In più, non dimentichiamo il peculiare valore che assume ogni sentenza di reintegro nei nostri territori, perché sottolinea il recupero di un posto di lavoro arbitrariamente sottratto”.

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