Otto anni fa, il giorno della festa del papà, le nuove Brigate Rosse uccidevano Marco Biagi, che all’epoca stava lavorando per il ministro leghista Maroni del governo Berlusconi, nel progetto di riforma del mercato del lavoro.
Per la prima volta la rivendicazione arrivò attraverso Internet in numerose caselle di posta elettronica di giornali e siti di organizzazioni sindacali.
Il documento quasi immediatamente fu considerato attendibile dagli investigatori: solo una piccola agenzia di stampa campana, scelse di dar conto pubblicamente e cosìla rivendicazione finìsu internet, dove si trova tuttora.
Nel libro “Redazione Chiocciola” formato tascabile 62 pagine c’è il racconto integrale dell’episodio della pubblicazione su Internet del documento di rivendicazione delle Brigate Rosse.
In quell’occasione Finanza, Carabinieri e Polizia si precipitarono, a caccia del documento, a Caserta dove a 24 ore di distanza dal delitto, i responsabili del sito di informazione caserta24ore, decisero di pubblicare il documento, precedendo tutte le altre testate giornalistiche e guadagnando visibilità a livello nazionale.
L’autore, che oggi vive in Lombardia, fa sapere: “Siamo stati cosìtestimoni di una strana schizofrenia che che merita di essere osservata con attenzione”.
L’evento mediatico è diventato poi oggetto di studio nei manuali di giornalismo delle facoltà di Scienze della Comunicazione; è utilizzato nel testo universitario “New Journalism” di Marco Pratellesi, ed. Mondadori come esempio mediatico principale per l’esame di “Laboratorio di giornalismo sul web”.
Il libro che ripercorre l’intera vicenda, “Redazione Chiocciola” è in vendita nelle migliori librerie oppure direttamente sul sito dell’editore clicca qui






