Il Cardinal Georges Cottier osserva nella sua prefazione: “Il deserto, nella sua austera nudità, è un riferimento forte dell’esperienza religiosa e cristiana. Il libro di Padre Renato Zilio con la sua densità poetica ci fa incontrare luoghi di deserto significativi per la vita attuale della Chiesa” (p. 5). Mi trovo di fronte a un’opera che, non per la mole ma per la densità del contenuto, mi spinge più al silenzio che al discorso. E anche quest’ultimo si traduce nel pressante invito al lettore perché si abbeveri a questa fonte: non ne resterà deluso. Ma è adatto questo libro anche a chi non è stato di fatto nel deserto? Ritengo di sì, perché l’Autore con la sua penna intinta in un cuore di contemplativo, ci aiuta a scoprire il deserto come luogo d’incontro con l’Assoluto dovunque, purché ci si voglia concentrare sull’essenziale. “È il Dio della felicità che ti chiama a vivere. Ti chiede di essere felice di quello che hai e di quello che sei, ma, soprattutto, di rendere felici le persone con cui vivi. Ti chiama a fiorire proprio là dove sei piantato, in una vita di famiglia, di comunità o di coppia” (p. 11). Le esperienze che ci vengono narrate ci coinvolgono e ci danno il desiderio di visitare anche noi quei “deserti”. Così l’Isola di “san Francesco nel deserto”, piccolissima tra quelle della laguna veneziana, conserva ancora il profumo della presenza del Santo: la comunità monastica lo evoca recitando il cantico delle creature all’alba (cf. p. 17). Siamo parimenti affascinati dal silenzio dell’eremo di Gamogna, sugli appennini, “situato nel contesto dei paesaggi più belli” (p. 17). Uno dei meriti dell’Autore è anche quello di mostrarci come “la verità, la bellezza e il bene fanno crescere insieme l’essere umano” (p. 157). L’Autore ha avuto “il privilegio di vivere con i monaci trappisti di Tibhirine (Algeria), in unione ai sette martiri qui trucidati. “Solo Dio è grande e chi lo sa incontrare!” (p. 50) Per noi è difficilmente immaginabile, tanto è sublime, l’esperienza dell’Autore nella casba di Ibrahim, in pieno Sahara, luogo escatologico, “mentre il deserto pulisce e affi- na l’anima come una lima, insegna i gesti in simbiosi con il corpo e una certa lentezza interiore. È vero, esso ti dà la nozione di immensità, del tempo, dell’eternità” (p. 87). L’Autore ascolta un monaco, la cui parola raggiunge ciascuno di noi: “Sappi essere nuovo, pur rimanendo te stesso, non dimenticando che un essere umano è sempre un’opera incompiuta” (p. 133). Il capitolo 8 è dedicato a Bose. “Qui, all’alba nascente, in questi giovani profili intravvedo nell’oscurità un pregare silenzioso, immobile, eretto… le vesti bianchissime dei monaci e delle monache… risplendono di un candore che impressiona” (p. 119). “Questo nostro priore, dalla solidità piemontese e dalla spiritualità riconosciuta ovunque, quarant’anni fa attraversava il suo deserto proprio in questo luogo, resistendo, inchiodato per anni in una cascina miserabile, senza luce e senza acqua” (p. 127). “La bellezza, qui, non è cosmesi… ma proviene dall’interiorità stessa, dal cuore di un essere” (p. 130). Il capitolo 9 è un forte invito a tutti coloro che sono giovani nel cuore ad ascoltare la voce del silenzio di Dio per diventare un fuoco che riscalda e illumina (p. 137). I capitoli 10 e 11, “Parole per te nel deserto” e “Vivere l’essenziale” ci aiutano ad andare dritti al cuore della vita, al Cristo. “Il tabernacolo più bello è in fondo a te stesso” (p. 149); “Il Regno di Dio non solo si realizza là dove gli uomini accolgono il Battesimo. Viene ovunque l’uomo è impegnato nella sua vera vocazione, ovunque è amato, ovunque crea delle comunità in cui si impara ad amare, la famiglia, le associazioni, le nazioni. Il Regno di Dio viene ovunque il povero è trattato da uomo, ovunque degli avversari si riconciliano, ovunque la giustizia è promossa, la pace ristabilita” (p. 156). Sandro Vitalini * * Professore emerito dell’Università di Friburgo (Svizzera). Recensione apparsa sul Bollettino Ufficiale della Diocesi di Lugano, marzo 2009. Incontri di conversione di Renato Zilio, Edizioni Paoline, 2009, pp. 160 Parole dal deserto






