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Caserta. Un flop il libro di Mastella “Non sarò Clemente”, poche vendite per la Rizzoli

Pubblicato il 04 luglio 2009 da admin

mastella-berlusconiSi sta dimostrando essere un flop l’iniziativa editoriale della Rizzoli che ha affidato al giornalista De Marco, direttore delle pagine campane del Corriere della Sera, la scrittura a ‘quattro mani’ delle memorie, una sorta di autobiografia di Clemente Mastella.
Il politico di provincia, come si autodefinisce, dopo alterne vicende che l’hanno visto protagonista a destra e a manca è approdato ora al parlamento europeo sotto la casacca di Berlusconi.
Il libro non riesce ad entrare nei primi posti delle classifiche, la cosa dimostra che il titolo di grido ed il personaggio famoso non attira più di tanto il pubblico dei lettori. Le copie vendute sono acquistate per una sorta di devozione.
Ecco un sunto dei primi commenti sui siti Intertet di settore, che la dice lunga sul successo editoriale del libro: “… Clemente Mastella si vanta di essere uno degli ultimi baluardi democristiani e, così, racconta e si racconta: ma a chi si rivolge questo libro? Chi lo legge? A chi è destinato? Chi è il lettore ideale? È una sensazione che ricorre lungo tutto il libro: forse Clemente Mastella sentiva l’urgenza di dire qualcosa – anche qui: cosa? Accusare? Difendersi? Illustrare? Pura riflessione su quel che ha fatto? – e, spinto da tale urgenza, ha licenziato per le stampe un libro che, tolti alcuni aneddoti di vita politica che possono essere simpatici – per il resto sembra un libro inutile.
Anche le dichiarazioni di amore verso sua moglie Sandra e verso la politica rimandano quasi ad un puro esercizio di stile di chi si guarda l’ombelico e nulla più”.
Il libro è stato presentato anche a Caserta, nella cornice del Villaggio Torre, antica denominazione del villaggio Caserta, il borgo medioevale di Caserta Vecchia sappiano essere un’altra cosa e si trova da un’altra parte. Mastella alla presenza di un centinaio di addetti ai lavori, qualche giornalista e molti amici ha attaccato De Magistris il quale avrebbe strumentalmente usato la magistratura ed ‘avrebbe attaccato Mastella per avere quella visibilità mediatica che poi gli ha consentito di ottenere una candidatura buona alle elezioni europee.
Mastella in fin dei conti si ritiene vittima, capo espriatorio, della casta dalla quale Berlusconi gli ha lanciato una ‘ciambella di salvataggio’.

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